Negli ultimi cinque giorni ho incontrato circa 300 persone, impegnate a “sopportarmi” in diverse sessioni di formazione. Niente di nuovo da segnalare, tranne una sensazione.
Sai, quando ho deciso di fare il formatore e mi sono trovato a frequentare i primi corsi di PNL e public speaking, alcuni dei messaggi più ricorrenti erano “ricordatevi sempre che non lavorate “per” il pubblico… non innamoratevi del pubblico… tenete la giusta distanza dal pubblico…”

Questa convinzione che noi formatori eravamo degli eletti e che il pubblico era lì per noi all’inizio mi affascinava. Del resto un timidone come me (lo ero e lo sono ancora: a cambiare è stato il modo in cui io concepisco la mia timidezza, trasformata da freno in acceleratore) che solo pochi anni prima aveva finalmente assaporato il piacere di guardare in faccia la gente, non poteva che approvare… Spiego.
Auguri speciali, unici, esclusivi. Se li fai sei IN. Se non li fai sei OUT.
L’altro giorno vedo una ragazza rabbuiata in un ufficio… mi avvicino e le chiedo “ehilà a che stai pensando?”, lei si riprende per un attimo, abbozza un sorriso e mi fa “uffa non riesco a trovare un messaggino simpatico da inviare agli amici per Natale!”.
Oh, dieci a uno che sotto le feste dallo psicologo non ci va solo chi si sente più solo del solito, ma anche chi non riesce a trovare il messaggino giusto! Anche su internet è tutto un trottare di renne, neve di tutti i colori che cade sui paesaggi più incredibili, campane di qua, canzoncine di là…

Chi ha coniato il detto “a Natale siamo tutti più buoni” avrà coniato anche il detto “a Natale sembriamo tutti un pochino più sciocchini?”; per la seconda frase avrei usato termini più forti, ma la prima frase mi ha imposto questi…
Che dire, non cercherò le parole giuste, anche se mi farà immenso piacere leggere certe e-mail ed sms. Non cercherò una frase originale, anche se sarò felice di riceverne tante. Per una volta voglio scegliere la via più breve: augurarti di ricevere ciò che desideri. Aggiungo fortemente. Lo sapevo, figurati se riesco a stare zitto, a fermarmi qui. E va bene, ti auguro di avere quello che ti meriti.
Chi mi conosce un po’ se lo aspettava. Chi non mi conosce probabilmente mi sta insultando, quando in realtà potrebbe semplicemente riflettere su questo input. Ecco cosa intendo.
Mentre stiamo qui a prepararci con lo spirito, con la mente e con lo stomaco alle feste che incombono, facciamo più proclami del solito sul nuovo anno. I propositi più eterogenei, dalla dieta al risparmio, dagli investimenti alla palestra… come fare, come pensare, come essere… in pochi resistono alla tentazione di collocare da qualche parte in una piega della propria vita il detto “anno nuovo vita nuova”. Poi che succede?
Eh sì, era troppo facile parlare subito di quest’ultimo Forza & Cuore, ovvero della straordinaria esperienza vissuta a Pigazzano di Travo, nei colli piacentini, nel primo weekend di settembre.

Quando parli di autostima, di motivazione, di talento… quando ti fermi a riflettere su come puoi mettere ordine nella tua vita, migliorarla, migliorarti, l’entusiasmo è alle stelle, hai voglia di scrivere, di consigliare a migliaia di persone di ripetere questa esperienza formativa.
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Oggi dedico qualche minuto a quattro paroline magiche divenute famose perché citate dall’allora Presidente della Repubblica Scalfaro, in un messaggio alla nazione: “Io non ci sto”. Io non ci sto, proprio non ci voglio stare, a questo assurdo allarmismo, a questo continuo parlare di crisi, a questa guerra di dati e di informazioni. Maledizione, da popolo di inventori stiamo diventando un popolo di parlatori!
Tutti a lamentarsi, anche – soprattutto! – chi proprio non ne avrebbe motivo. Tutti a guardare i telegiornali… “crisi” è una delle parole più cliccate sui motori di ricerca… che stiamo facendo? O meglio, che stiamo dicendo?
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Questi ultimi dieci giorni sono stati interminabili e fulminei insieme. A loro, con tutta probabilità, dovrò… il resto della mia vita.
Bene inteso sono “circondato” di certezze, so cosa voglio fare da grande, soprattutto so perché lo voglio fare. Insomma sto attraversando un ottimo periodo di vita
Eppure queste ultime 240 ore sono riuscite a moltiplicare il mio entusiasmo, le mie aspettative, la mia voglia di fare qualcosa di importante, per gli altri come per me stesso.
Ti chiederai cosa “mi” sia successo…
Stavo lavorando al nuovo, imminente corso MindPower. O meglio, martedì scorso, dopo un’intensa giornata di lavoro, mi sono seduto nel mio studio con l’intento di riordinare alcune carte, quando ho incrociato un mio vecchio appunto sul rapporto fra noi stessi e ciò che ci circonda… d’un tratto… sai come ci si sente quando di colpo ricordi qualcosa che avevi dimenticato, o scopri qualcosa di inatteso? Quando il cuore comincia a battere più forte, quando la mano si porta alla testa e la scorre, dalla fronte alla nuca? Quando hai l’impressione di trovarti di fronte a qualcosa di straordinario, di eccezionale?
Ecco. È così che mi sono sentito. Quell’appunto era lì praticamente da inizio anno, quando mi era servito per arrivare a sviluppare alcune slides. Ma come in una soluzione chimica, dove due sostanze messe insieme producono nuovi, sorprendenti risultati, quell’appunto aveva bisogno di essere combinato per scatenare in me quello che penso di avere scoperto.
Credo proprio di avere scoperto un nuovo metodo per riuscire a condizionare le nostre abitudini.