Pubblicato il 14 giugno, 2010

Mannaggia. Mannaggia e ancora mannaggia! “Con chi ce l’avrà questa volta?” Ti chiederai. Ce l’ho con chi è sempre lì a lamentarsi di ciò che non è o di ciò che non ha. Con chi ne ha per tutti fuorché per se stesso. Ieri sera ho sentito il bisogno di saltar su; volutamente ho tolto il piede dal freno, ho spiegato le ali, ho mollato le briglie.

In un convegno cui ho preso parte mi sono ritrovato con il settore depressi; per la verità hanno sorriso di più quando li ho definiti la curva desperados; dubito che sia il caso ad averli fatti ritrovare lì, in quella zona della sala! Cosa sconvolgente, ti assicuro che nessuno, nessuno di loro aveva davvero un buon motivo per lamentarsi. Eppure figuriamoci, giù a “piangere”!

E così ecco un “lele moment”. Ad un certo punto mi sono avvicinato al mio notebook… mi sono sconnesso dal videoproiettore, ho ridotto ad icona le slide che stavo proiettando. Sono andato in Archivio Risorse a cercare uno spezzone del film “l’attimo fuggente”, quello in cui il professore (Robin Williams) sale sulla cattedra, e poi invita i suoi studenti a fare altrettanto.

Da là sopra dice “sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse… e il mondo appare diverso da quassù… non ci credete? Venite a guardare voi stessi!”. Fra lo stupore generale i primi “coraggiosi” studenti seguono il suo consiglio, e salgono sulla cattedra. E in quel momento il professore riprende a parlare “È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarlo da un’altra prospettiva… Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce: più tardi cominciate a farlo, più è grosso il rischio di non trovarla affatto! Thureau dice “molti uomini vivono una vita di quieta disperazione”, non vi rassegnate a questo, ribellatevi!”. Poco dopo, sul suono della campanella, il professore conclude così la sua lezione: “Osate cambiare: cercate nuove strade!”. “Osate cambiare: cercate nuove strade!”, capito?

Lo ripeto. E lo ripeto ancora. Questa frase mi accompagna mentre ripristino il collegamento con le slides che proiettavo poco prima. Intanto cambio frase e inizio a ripetere quella di Thureau: “molti uomini vivono una vita di quieta disperazione”. “Molti uomini vivono una vita di quieta disperazione. Eccoli lì, a pensare che il mondo ce l’abbia con voi. Eccovi lì, a spiegare le difficoltà, le sconfitte, le avversità. E io posso non conoscervi, ma qualche migliaio di persone che ho incontrato come qualche centinaio di persone che hanno finalmente risposto colpo su colpo a casino dopo casino sono lì a confermarmi che dipende da voi, o che almeno dipende da voi più di quanto voi stessi siate disposti a pensare!

Continuo rivolgendomi a tutta la sala: “sveglia ragazzi! Questo mondo ci chiede di esprimerci al meglio, di imparare a credere in noi e nella nostra capacità di rialzarci, di restare in piedi, di saltare come di provare a volare! Non accettate di risvegliarvi con quella sensazione di impotenza che vi ha fatto prendere sonno tardi e male! Voglio crederci, credere in me, nella mia voglia di provarci! Rifiutate chi vi ridimensiona, indebolisce, priva di quel potere che avete! Sveglia maledizione! Prendete chi si lamenta e verificate se sbaglio… indicherà tre colpevoli: metterà al primo posto la sfortuna (e la fortuna altrui); al secondo la mancanza di tempo e al terzo la mancanza di denaro… balle! Ma finché credono in queste palle esse diventeranno la loro verità, la loro gabbia! Si lamenteranno di non poter volare quando loro stessi hanno gettato al vento le loro ali! RE A GI TE! Datevi da fare! Osate cambiare: cercate nuove strade!

L’applauso mi dà modo di riprendere il fiato. Un paio di grida da stadio, qualche occhio lucido, e qualche sguardo sorpreso… che ci vuoi fare sono così. Voglio essere così. Faccio il possibile per convincere le persone che incontro che sono loro ad alzare o abbassare il volume della loro felicità.

Attimi fuggenti. Come quello di Lisa, che mi porge il suo Mp3 e mi passa la traccia che poi mi consentirà di riscrivere per intero il mio sfogo, che diventa questo post. Attimi fuggenti, come quelli che seguiranno a questo post, se lo deciderai. Ci vediamo sulla cattedra…

Tag: , , , , , , ,

8 commenti.

  1. Roberta
    14 giugno, 2010 alle 10:12

    Grazie Lele , verissimo “quieta disperazione”, è facile cadere in quel vortice , ora Tu mi hai dato una nuova SPINTA per ripartire . sono sulla cattedra e sto valutando nuove strategie , Tu arrivi sempre al momento giusto . Grazie, grazie, ed ancora grazie !!!!!!!!!

  2. cristina
    14 giugno, 2010 alle 12:21

    é quando ti mettono il bastone fra le ruote nei tuoi progetti?spacco la faccia?salgo sulla cattedra !!!hai ragione!!!grazie

  3. lelio lele canavero
    14 giugno, 2010 alle 23:21

    x Roberta
    come recita quel proverbio orientale “quando l’allievo è pronto il maestro appare!” ah ah ah

  4. lelio lele canavero
    14 giugno, 2010 alle 23:25

    x Cristina
    lotta, Lotta, LOTTA! E sai cosa ti dico? Che sulla cattedra si sta proprio bene! E poi giù a raggiungere i posti che da là sopra abbiamo visto… Cristina non ti dirò mai che è semplice, mentre continuerò ad urlarti che è possibile!!!

  5. Roberta ASHAN
    26 giugno, 2010 alle 13:52

    Che spasso! Avrei voluto essere presente! Fac-
    ciamoci Agenti di Risveglio con i doni che abbia-
    mo ricevuto, dunque. Diamo un po’ di sveglia.
    Mi viene in mente una frase di C.Gustav Jung:
    “quello che non e’ cosciente sara’ vissuto come
    destino”. Grazie Lele.

  6. SALVATORE
    28 giugno, 2010 alle 11:19

    Ottimo consiglio Lele.
    E’ proprio vero ,viviamo una vita di quiete disperazione,però devo anch’io salire sulla cattedra e reagire,ma come?.
    Come osare e cambiare strada?

  7. lelio lele canavero
    29 giugno, 2010 alle 08:41

    grazie a te Roberta: ottima perla!

  8. lelio lele canavero
    29 giugno, 2010 alle 08:43

    x Salvatore
    anzitutto prima del “come” devi chiederti “perchè”: perchè voler cambiare strada. Finchè la tua mente non capisce dove vuoi andare e perchè vuoi andarci… non ti ci porta! Aggiungo un suggerimento: prova ad ascoltare la traccia gratuita che presenta Libera il Tuo Talento: troverai buoni input sui quali riflettere e soprattutto agire! Ciao, a presto


Loggato come . Logout >>

INSERISCI UN COMMENTO

Nome (obbligatorio)
Sito web