Pubblicato il 17 giugno, 2010

L’altro ieri sera oltre 400 persone hanno seguito il Webinar organizzato dal Bollettino del Lavoro, dal titolo “Libera il Tuo Talento nello Studio e nel Lavoro”. Ebbene questo mio post non sarà una cronaca di questo evento, quanto piuttosto una serie di riflessioni sul suo significato.

In mezzo ai lavativi fannulloni… in mezzo alle veline a caccia di calciatori… in mezzo alle persone che si trascinano odiando ogni giorno di più il lavoro che svolgono… in mezzo ai capi capetti capoccioni che si danno delle arie più per lo schienale della loro poltrona che per i loro risultati… ebbene in mezzo a tutto questo, ecco una folla di persone che hanno voglia di fare, e di far bene.

Persone che hanno voglia di liberare il proprio talento. Di trovare la loro strada. Di percorrerne di nuove. Di provarci. Di mettercela tutta.

L’altra sera alcune cose mi hanno davvero piacevolmente sorpreso. Per prima cosa mi ha sorpreso il numero di partecipanti, e insieme il fatto che, così mi ha assicurato il tecnico, nonostante il webinar sia durato oltre due ore, l’attenzione come il numero di partecipanti non sono mai scesi.

Significa sì che abbiamo fatto un buon lavoro, ma significa soprattutto che la voglia di imparare ha avuto la meglio sulla voglia di mollare. E non è poco.

A supporto di questo ecco un’altra sorpresa: la quantità impressionante di domande, circa duecento; per me è stata l’ennesima spinta, l’ennesimo stimolo a fare ancora di più, ancora meglio, perché là fuori c’è bisogno (anche) dei miei suggerimenti, del mio contributo.

Mi sono sentito importante, martedì sera; importante e proprio per questo responsabile, di ciò che posso, voglio, devo fare per spingere le persone a liberare il proprio talento. In barba ad ogni difficoltà che il tempo e il caso proporranno a loro come al sottoscritto.

Mi ha sorpreso il Dottor Cappellari, per la passione con cui ha parlato del Bollettino del Lavoro, la sua creatura. Diciassette anni sono un’enormità in un mondo che riserva in media circa tre anni di vita alle nuove imprese. Significa che il Bollettino del Lavoro riesce a coniugare tradizione e innovazione, riesce a dare quelle risposte che chi è sul mercato si attende di ricevere.

Ho chiesto al Dottor Cappellari di continuare così, e se possibile di far scoprire o riscoprire a tutti coloro che lo seguono quanto importante sia il ruolo del lavoro in ognuno di noi. Il gol del campione, la canzone della rockstar, l’impresa dell’eroe… tutte cose che ci fanno battere il cuore. Ma il valore di ogni nostra impresa, piccola o grande che sia, è lì a ricordarci che lavorare è vivere.

Per questo insisto col ripetere ogni volta un concetto: sei tu il tuo primo, vero datore di lavoro! Non è chi ti paga lo stipendio o l’onorario o le provvigioni! Tu “devi voler” mettere il tuo impegno in ciò che fai. Per renderlo ancora più unico, performante, motivante. Per scoprire che dentro la buccia c’è quella passione che può arricchire la tua vita.

Prendi esempio da te! Ignora certi pessimi esempi che puoi trovare quando sei in coda dal panettiere come al telefono con un impiegato di banca: sii tu un esempio per coloro che fanno così fatica a capire che non vivono male perché il loro lavoro fa schifo: vivono male perché fanno da schifo il loro lavoro. Piuttosto fa sapere a quanta più gente possibile quando incontri una persona cortese, disponibile, premurosa, orientata più alla soluzione che al problema.

È anche di loro che c’è bisogno per cambiare il mondo… e forse accorgersi che per cambiare il mondo, oltre alle persone, occorre cambiare il modo in cui lavoriamo.

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4 commenti.

  1. Alberto
    17 giugno, 2010 alle 18:11

    Ciao Lele, Ta da!!! Eccomi qui un’altra volta a commentare i tuoi post.
    Martedì sera sono stato attaccato al pc per tutta la sera ascoltando tutto dall’inizio alla fine.
    Che dire sapere che erano on line 400 persone è rilevante, direi importante.
    Sono rimasto coinvolto da tutte le domande che ho ascoltato e mi sono ritrovato in tante se non in tutte.
    Per il mio personalissimo parere, chi ha fatto le domande o semplicemente è rimasto ad ascoltare ha già fatto Tanto!
    Farsi delle domande e mettersi in gioco è fondamentale per cercare di migliorarsi, in tutti i campi.
    Se c’è una cosa che ho imparato nei miei 40 anni di vita è che tutto parte da noi stessi. Non ci sono scuse, circostanze, fattori esterni o altro.
    Che sia facile come bere un bicchier d’acqua questo no, alle volte già stabilire da dove cominciare può essere uno scoglio insormontabile.
    La bacchetta magica non esiste, non è che acquisti un prodotto e zac in men che non si dica il gioco è fatto.
    Martedì ho fatto un’intervento dal vivo. Ok qualcuno potrebbe dire che ho esagerato con i complimenti a Lele e magari pensare che l’intervento era combinato.
    Volevo assicurare tutti che non c’è stata premeditazione. Non ci siamo messi d’accordo. Io il corso l’ho acquistato come, credo, un sacco di altre persone.
    Ci ho creduto, questo si, mi ci sono dedicato e vi dico subito che non è bastato solo quello.
    Il lavoro va fatto su noi stessi sarà duro, sarà faticoso riserverà tanta incertezza ma…. vedere la meta e gustarsi le sensazioni che porta…… non ha prezzo (per il resto c’è mastercad) ha ha ha.
    Un saluto e un’abbraccio a tutti e ovviamente a te Lele.

    Live simply take it easy

    Alberto G.

  2. lelio lele canavero
    21 giugno, 2010 alle 22:18

    Caro Alberto,
    ho puntato praticamente tutto sul numero della lealtà: tu ed io sappiamo al 100% che il tuo intervento è stato deciso com’è stato fatto: sul momento, e questo mi inorgoglisce. Chi continuerà a seguirmi (seguirci, mi sto affezionando ai tuoi commenti e non vedo l’ora di ritrovarti in Compagnia dei Talenti) constaterà che uno dei motivi per i quali sono così deciso e grintoso è proprio da ricercarsi in questa mia spasmodica voglia e ricerca della verità. Mentire ci rende piccoli piccoli, e credimi quando ti dico che è l’ultima delle cose che voglio diventare! Certo oltre alla lealtà servirà concretezza, serviranno input appropriati, ebbene li darò, o se vuoi li daremo! Buona vita a te Alberto, come a tutti coloro che riconoscono in questa nostra verità un esempio da seguire, un modello da imitare. Un abbraccio, con Forza & Cuore!!

  3. Professor Ben
    25 giugno, 2010 alle 22:22

    ma si potrà ricevere anche la registrazione dell’evento? oppure pubblicarla online?
    Grazie

  4. lelio lele canavero
    29 giugno, 2010 alle 08:39

    x Professor Ben
    credo proprio che Andrea recepirà il tuo input!


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