Pubblicato il 9 marzo, 2012

Hai presente quando chiedi a qualcuno di fare una cosa… questo qualcuno annuisce… ma non la fa? Senza scomodare dei filosofi né contattare degli esorcisti, oggi cerchiamo di prendere davvero la misura della distanza fra il sapere e il fare.
Perché se sai e non fai, sei nei guai come se fai ciò che non sai. Ahi ahi ahi! (che poeta! Sono le 7.41, non ho ancora nemmeno fatto colazione e sono già ridotto così).
La faccenda è seria.

In questi giorni ho presentato un progetto formativo commissionato da un pool di imprenditori; ho esordito dicendo loro che “ai giorni nostri il talento vale meno se non sappiamo comunicarlo al meglio”. Se hai tanto talento, ma non riesci a comunicarlo bene, rischi di sprecarlo.
Piaccia o non piaccia in questi ultimi anni sono successe due cose.

La prima.
Il numero dei “fornitori” è cresciuto in modo molto più elevato rispetto alla crescita dei “clienti”. Dove ieri c’era un negozio oggi ne trovi quattro. Dove ieri c’era un formatore oggi ne trovi otto. Posso fare esempi di questo tipo per la maggioranza delle attività. Molti mercati producono più beni e servizi di quanto la clientela possa consumarne. Ergo qualcuno “non” riuscirà a vendere.

La seconda.
Con l’avvento di internet è cresciuta in modo esponenziale la possibilità di trovare delle opzioni: prima di comprare un prodotto o servizio due persone su tre vanno su internet a vedere che cosa si dice di esso e/o dell’impresa che lo propone, nondimeno diventa facile accorgersi che ci sono altre enne imprese che propongono qualcosa di simile, se non la stessa cosa!

Prendi una tonnellata di blogger, me compreso, e tutti ti diranno che “devi distinguerti”; “devi far capire qual è la differenza”; “devi spiegare quali valori proponi oltre al prezzo”; soprattutto “devi far capire ad un potenziale cliente perché deve scegliere te”.
In altre parole devi comunicare. Devi comunicare bene. Devi comunicare molto bene!
E qui tutti ad annuire, salvo poi fare cose assurde. O peggio non fare niente.

In questi giorni mi sono ritrovato a fare un corso con dei piccoli imprenditori, ai quali avevo chiesto di portarmi le ultime campagne fatte: pagine pubblicitarie, brochure, volantini…
Su una dozzina di “strumenti” abbiamo contato oltre venti errori. Soltanto una brochure si è salvata. Un esempio su tutti: oggi la regola d’oro (sentiti pure in debito, perché vale davvero oro, pur nella sua semplicità) è di proporre un solo messaggio. Un mezzo, un messaggio. No, non fare un volantino che parla di tutte le cose che fai! Oggi piuttosto fa più volantini, ma tutti con un solo messaggio ben comunicato. Certo ci sarebbe da parlare del valore dei volantini… ma attenzione: ciò che ti ho detto vale anche per il tuo sito, come per la quasi totalità delle tue comunicazioni!

In Intraprenditori live spiego molto bene questo concetto, qui mi manca il tempo. Procediamo che arriva un altro messaggio molto importante per te.
Una volta valeva già tanto esprimere una differenza, oggi può non bastare… Che cosa devi fare? Capire che non basta “comunicare” la differenza: devi già rendere differente la tua comunicazione!
Comunicare non è un mezzo per informare, comunicare è parte integrante della tua attività! Allarga i confini del tuo mestiere, della tua professione!

Oggi il cosiddetto “fenomeno” non è più soltanto qualcuno che fa qualcosa diverso dagli altri, o meglio degli altri; è qualcuno che questo “qualcosa” riesce a comunicarlo in modo diverso dagli altri, o meglio degli altri!
Fermati e valuta la tua comunicazione, il tuo modo di comunicare. E’ lì, è già lì che devi essere differente, che devi esprimere una differenza! Come ho scritto anche in Sono il mio eroe, “l’apparenza rende visibile la sostanza”!

Nel 1969 Paul Watzlawick propose degli assiomi della comunicazione, fra cui anche quello che ha fatto da titolo a questo post: non si può non comunicare. Quaranta e passa anni dopo gli imprenditori devono reinventare questo assioma: “non si può essere dei non comunicatori”; fa che il tuo modo di comunicare sia all’altezza del tuo talento, o finirai con lo sprecarlo, o almeno col non vederlo valorizzato come merita.

E adesso non star lì ad annuire, o meglio fallo pure, poi subito chiediti “come posso personalizzare e rendere più efficace il mio modo di comunicare?”. E’ il primo, indispensabile passo per annullare la distanza fra il dire e il fare.


3 commenti.

  1. roberta
    9 marzo, 2012 alle 17:26

    ..e come dice un certo Lele:se fai finta di sapere,fai finta di fare!
    ..ogni giorno mi rendo conto di quanti piccoli errori di comunicazione faccio che mi costano in termini di tempo e di risultati..
    Grazie Lele,mio maestro, grazie te,oggi riconoscendo ed evitando alcuni errori è gia un risultato:-)

  2. Lelio lele
    10 marzo, 2012 alle 17:11

    devi presentarmi questo lele :-) )) sorvolo sul “maestro” (troppa grazia!) mentre sì, va ribadito: riconoscere gli errori è il primo, indispensabile passo per trasformarli in lezioni, se non in opportunità! Buon weekend, a te Roberta come a chi ci legge

  3. Luca
    16 marzo, 2012 alle 15:09

    Perfettamente d’accordo Lele! Dimostrare la propria specificità con i fatti e comunicandolo in modo adeguato sono i passi obbligati per emergere e fare davvero la differenza.

    E già partendo da qui si fa una bella selezione tra chi applica questo principio e chi invece lascia spazio all’improvvisazione!


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