Pochi giorni fa un “collega” è venuto a complimentarsi con me dopo un mio intervento; fra il resto mi ha detto “oh, che sei bravo non lo dico troppo forte perché poi vogliono fare i tuoi corsi anziché i miei!”. Ah ah ah! Bah.

In barba a questo concetto, ora tu immagina che io non stia solo scrivendo questo post; immaginami mentre urlo a squarciagola il titolo di questo post: Italo Cillo è un grande!
Sì, lo so che Italo fa anche il formatore, “me ne sono accorto” a Malta, in questo weekend. Ma che c’entra? Se è bravo lo dico perché, come sostengo da parecchio, il vecchio paradigma “formarsi o non formarsi” è stato soppiantato dal nuovo paradigma “saper scegliere formazione di qualità”.
A gennaio di quest’anno ti parlai di un formatore: Max Formisano; te ne parlai a proposito della fiducia, tema centrale di un meeting formativo che Max condusse. Max Formisano oggi viene considerato il formatore dei formatori, etichetta impegnativa quanto meritata.

Ebbene, sabato e ieri ho avuto il piacere di essere con lui a Roma, ospite di un suo meeting formativo organizzato per celebrare il suo primo libro: Se solo potessi. Ieri mi ha chiesto, ed io ho accettato con entusiasmo, di intervenire per parlare di due cose che conosco piuttosto bene: talento e motivazione.
Ecco, vedi… c’è chi fa formazione, e c’è chi è formatore. Chi fa formazione mette il denaro sopra tutto; spesso parla di cose che ha sentito da altri (non hai idea di quanti cuculi volino nei nidi dei formatori “veri”); lascia poco spazio alle domande, perché lontano dalla scaletta ha una fifa bestia.
Sabato ho visto il futuro.
Ci sono sensazioni uniche, irripetibili… per provarle non occorre fare cose speciali, semmai occorre cogliere lo speciale in ciò che si fa. Sabato è stata la festa di Compagnia dei Talenti, il portale italiano dell’AudioFormazione.
Permettimi di ignorare le note tecniche, questo non è un comunicato stampa, è un post; perciò voglio provare a trasmetterti anzitutto l’atmosfera che abbiamo respirato, tutti insieme: oltre sessanta potenziali audioformatori che per primi possono trovare in Compagnia dei Talenti un punto di riferimento, uno stimolo, un supporto.
In barba alla crisi, la voglia di fare ha prevalso su tutto. Sulle differenze, sulle competenze, sulle ambizioni. Molti dei presenti sono formatori, eppure il messaggio è stato chiaro: Compagnia dei Talenti è per tutti noi un’occasione per essere un po’ meno concorrenti e un po’ più alleati.
È un periodo straordinario, meraviglioso. Con qualche problema da superare, come tutti. Con tante ambizioni da realizzare, come alcuni. A chi mi chiede cosa mi renda così euforico rispondo che è una questione che prescinde, o meglio che va ben oltre il mero aspetto economico. La verità è che se sto così bene è perché, primo, so dove sono; secondo, so dove sto andando, e terzo so cosa devo (voler) fare per arrivarci. Quando trasformi i tuoi sogni in ambizioni, e le tue ambizioni in azioni concrete, ogni passo avanti ti entusiasma, ti carica, ti rende ancora più forte e decisivo.

Così oggi, 21 giugno ‘10, è un altro passo; oggi è un giorno molto importante per noi di BuonLavoro Team. Soprattutto è un giorno molto importante per la Compagnia dei Talenti. Se mi segui da un po’ di tempo ti chiederai “mi sono perso qualche puntata?! Che cos’è Compagnia dei Talenti?”.
Compagnia dei Talenti è il portale italiano dell’audioformazione. Ufficialmente, proprio oggi, preannunciamo il lancio di un portale che si è dato sei mesi esatti per diventare il nuovo punto di riferimento dell’audioformazione in Italia (lanceremo il portale il 10 dicembre 2010).
L’altro giorno, devo ammetterlo, mi sono trovato giusto a metà tra l’essere arrabbiato e l’essere triste. Niente male eh? Io che invito a non giudicare mai… io che stimolo a cercare sempre il lato positivo in ogni persona o situazione… il guaio è che questa volta la situazione mi toccava davvero da molto vicino: parlo della mia professione di formatore.

Per una serie di motivi che non sto qui a spiegarti mi sono ritrovato a dover presenziare ad un corso di un concorrente. Preciso, “concorrente”. E qui permettimi un suggerimento: impara a distinguere quelli che consideri tuoi concorrenti da quelli che puoi definire tuoi colleghi.
Un tuo concorrente fa il tuo stesso lavoro. Un tuo collega lo fa in un certo modo, un modo che senti più “tuo”, o perché lo fai già così anche tu, o perché ti riprometti di farlo così al più presto. Il concorrente fa il lavoro che fai tu, il collega lo fa all’incirca “come” lo fai tu.
Primo maggio 2010, festa del lavoro. Come sempre. Primo maggio 2010, festa anticrisi. Per la prima volta. L’altro ieri è nato un nuovo modo di progettare e di fare formazione. E se è vero come si sa che ogni scarafone è bello a mamma sua (Pino Daniele docet), lo è altrettanto che sto, stiamo lavorando per creare nuovi punti di riferimento, per collocare nuove testate d’angolo.
La formazione è una cosa seria, l’ho già sottolineato in passato e lo farò certamente in altri, prossimi post. Professionalmente vivo con una magnifica ossessione: dare forma all’azione, sempre. Non solo informare: creare i presupposti affinché la formazione diventi azione.
L’efficacia è la mia stella cometa, è la mia bussola, è la mia musa ispiratrice. Tutto ciò che faccio deve esserti utile, deve contribuire a renderti migliore, e più forte; più consapevole, e più proattivo. Se hai un talento devi poterlo liberare. Se hai un mestiere devi poterlo sublimare. Come ci diciamo spesso nei corsi, non tutti vogliono primeggiare, non tutti vogliono migliorare, non tutti vogliono vincere, lecito, sacrosanto. Ma se tu, proprio tu, hai un talento da liberare o un’idea da realizzare, io ho una missione: permetterti di riuscirci. Offrirti un contributo efficace per permetterti di riuscirci.
Quando chiacchiero con Giorgio mi viene sempre una gran voglia di fare ancora di più, ancora meglio. Ti starai chiedendo chi sia Giorgio… manco ne esistesse uno solo ah ah ah. Giorgio è il proprietario di un’azienda cosmetica che lavora in qualche decina di paesi nel mondo, Italia compresa. Ho avuto il piacere e l’onore di lavorare per lui e auspico che avremo occasione di collaborare ancora, in futuro.

In barba ai suoi sessant’anni “suonati”, ogni volta che chiacchieriamo di lavoro, di strategie, di obiettivi… mi sembra di essere più “vecchio” di lui, il che è tutto dire!
Soprattutto ciò che mi colpisce e insieme ci accomuna è l’entusiasmo, la voglia di mettercela sempre tutta, di non accontentarsi di essere banali, o di ottenere cose banali. Tutti e due lavoriamo per lasciare un segno in questo mondo. Per la verità lui lo ha già fatto.