Ciò che non fai e ciò che non fai come dovresti: ecco due dei nemici dichiarati alla tua crescita. Ciò che fai del tuo tempo decreta per buona parte la qualità dei risultati che produci, perciò… leggi questo.
Trentuno giorni senza. La sfida è “tosta”, proprio per questo va motivata.
Anzitutto la sfida consiste nello stare lontano dal web per un mese esatto.
Questo post è un fuori programma, lo ammetto. Scrivo “lo ammetto” perché ho definito il 2012 “l’anno del tempo”, e ti posso assicurare che il primo mese è stato uno straordinario esempio di come vorrò (dovrò, potrò) gestire i prossimi undici.

“Ok lele, ma se ti capita un’emergenza?” > la maggioranza delle emergenze non è urgente, perciò per quanto possibile le pianifico (e ti assicuro che se non riduco il problema al 100% sono già ultra soddisfatto quando lo riduco al 70%).
“Ok lele, ma a pianificare così tanto non ti senti un robot?” > assolutamente, anzi! Ho smesso di esserlo! Prima facevo qualsiasi cosa, adesso do più spazio a ciò che veramente conta, poi dedico apposito spazio a ciò che va fatto, e mi resta pure del tempo da dedicare ad altro!
Ho sostituito il termine “annunciato” con il termine “meritato”… no, non l’ho fatto per parlarti di me… con tutta probabilità è a te che mi rivolgo. Verifichiamolo subito.

La premessa è che parlo di un successo professionale, inteso come la riuscita del tuo progetto. Non conta chi sei, non conta cosa fai, non conta l’ambito merceologico né il ruolo che ricopri. Conta che tu adesso ti riservi qualche minuto, dieci minuti al massimo; intanto ti serviranno per rispondere a tre domande.
La prima domanda a cui ti chiedo di rispondere è: “cosa significa per te “successo?”, quando potrai affermare di essere riuscito a concepirlo, cosa dovrà succedere affinché tu possa dichiarare “sì ho centrato quello che intendevo per successo!”.
Quante volte ti trovi ad affermare o a pensare “non ho tempo”? Bene, leggiti questo post; conto di lasciarlo qui protagonista, per un po’, perché per chi lo sa leggere e soprattutto praticare è una vera mamma.

Rivoluzione. E’ una rivoluzione. Ciò che stiamo facendo, ciò che stiamo per fare, rivoluzionerà certamente la mia vita professionale; lo stesso vale per i miei collaboratori; molto probabilmente influenzerà quella di chi mi dà fiducia; spesso influenzerà quella di tanti miei colleghi coi quali mi ritrovo a spartire il mestiere di coach e formatore; talvolta arriverà ad influenzare quella di persone che nemmeno mi conoscono.
Sono anni che ci penso, che ci pensiamo. Abbiamo raccolto un sacco di idee, di spunti, di suggerimenti… sempre lì ad archiviare input, in attesa di programmare il tempo per analizzarli, ed eventualmente tradurli in qualcosa di concreto. Quest’estate ne ho ripresi diversi, cosa che continuerà ad accadere ancora per qualche settimana. Ciò che è certo è che in questi ultimi quattro mesi dell’anno rivoluzioneremo il nostro modo di pensare, di fare e di proporre formazione.
Avrai notato che fino ad oggi il mio blog non è stato combinato con una mia presenza sui social network; sempre più spesso trovo qualcuno me ne chiede il motivo, così ecco la risposta.
Di tutti i problemi che come ogni persona mi trovo a dover affrontare, per me il “migliore” è il tempo.
Bene inteso, tengo ottimi corsi che parlano di gestione del tempo, conosco bene il tema; semplicemente svolgo un lavoro molto impegnativo, al completo servizio della clientela. Come saprai, oltre che formatore, sono coach di manager ed imprenditori, e team coach dei loro collaboratori. La mia attività di coaching è, insieme con i miei studi, altrettanto impegnativi (sento forte il bisogno di continuare ad imparare!), la principale “causa” della scelta di pubblicare il mio primo libro solo nel 2010.

Ma attenzione, ti sto parlando di mie scelte, non di mie rinunce! Non mi sento schiavo del tempo, semplicemente mi piacerebbe averne di più per poter fare prima certe cose; anche se fortunatamente questa mia esigenza mi stimola, altro che deprimermi!