Pubblicato il 1 settembre, 2010 alle 20.28

Ebbene sì! Con un mese in più… e un’unghia in meno, rieccomi qui!

E allora! È stato un buon agosto? Lo hai trascorso alla grande? Spero proprio di sì.

Personalmente potrei fare un copia e incolla del post che scrissi esattamente un anno fa… Quel post terminava così: “È vero, il beach volley è strepitoso; è vero, la Pinacola è un bel gioco di carte; è vero, il mare di Spotorno è un gran bel mare; e i gelati… le granite… le passeggiate… le mangiate… tutto quello che vuoi, ma sarebbe tutto “solo” normale senza le persone che ho appena menzionato. Sono tutti loro a rendere speciale ogni cosa, grazie di cuore, vi voglio proprio bene!”

Un altro agosto da incorniciare, dunque. Quella magica replica che speravo di vivere… sai quando sei davanti alla tv e danno uno dei tuoi “vecchi” film preferiti? Oppure quando vuoi noleggiare un nuovo film… e poi ti lasci riconquistare da uno che hai già visto altre volte?


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Pubblicato il 8 luglio, 2010 alle 17.00

Da qualche anno ormai continuo ad affermare che il mestiere più difficile che ho fatto (e sto facendo) è quello di papà. Quando lo dico trovo sempre qualcuno che si scandalizza, e mi fa “ma come, tu con il lavoro che fai trovi difficile educare i tuoi figli?!”. Sì.

Le competenze specifiche che occorre avere per confrontarsi con l’infanzia e l’adolescenza dei figli sono diverse da quelle che ho acquisito per essere un formatore ed un coach di livello. Quando mi danno del “Talent coach” non mi scompongo, né mi lascio andare a qualche frase di circostanza per ostentare un po’ di modestia; perché so di meritare questo appellativo, so quanto sono bravo.

Non temo né biasimo chi si inalbera per questo! Semplicemente resto dell’avviso che se sono su un aereo in avaria preferisco essere nelle mani di un pilota che crede in se stesso piuttosto che con uno che se la fa sotto. Lo stesso vale se sono sotto i ferri di un chirurgo per un intervento: preferisco uno che mi dice “stia sereno, è in ottime mani, le mie!”, piuttosto che uno che mi fa “speriamo bene!”. A parità di competenza sarà sempre uno che crede in se stesso a far meglio.


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Pubblicato il 29 marzo, 2010 alle 06.17

Giovedì scorso avevo troppo bisogno di parlarti di altro, di trasmetterti quanto sia splendido vedere che sempre più gente vuole provare a migliorare, a crescere, a farcela. Ma in questo weekend è successo anche altro. Domenica, dopo aver tenuto il mio intervento formativo a Tele Città (gli studios dove girano 100 vetrine ndr), mi sono messo in macchina, accompagnato dalla radio… manco a dirlo stavano finendo le partite… Su tutto il calcio minuto per minuto lo speaker dice “forse con questa vittoria la Lazio riuscirà ad evitare il mental coach minacciato dal presidente Lotito”. Quello stesso inviato ripeterà un altro paio di volte questa affermazione anche più tardi durante le interviste.

Cambio canale e vado su una delle radio che ascolto di più: Radio 24. C’è un altro giornalista, anche lui impegnato a commentare i risultati della giornata calcistica. E come esordisce? Affermando che “la Lazio esorcizza il rischio di ritrovarsi il mental coach negli spogliatoi…”.

Ora mi chiedo se si sappia che cos’è un mental coach. Io, per esempio, sono un mental coach. Mi occupo di talento, di comunicazione, di sviluppo personale; lo faccio a beneficio di persone singole, siano essi imprenditori o manager o personaggi dello sport o dello spettacolo, come lo faccio a beneficio di gruppi, che siano colleghi d’ufficio o una forza vendita o una squadra.


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Pubblicato il 1 marzo, 2010 alle 10.39

Ehilà ciao! Allora eccoci qui, con un nuovo post da condividere e una novità da svelare, quella che ti ho annunciato nel post precedente. E sia, non ti tengo sulle spine, ecco subito la novità.

Con il post di oggi, primo marzo, comincio ad esaudire la richiesta che mi è arrivata da numerosi di voi, affezionati fan di questo blog. D’ora in poi, ogni settimana, i post saranno due: il post del lunedì e il post del giovedì. Per la verità a convincermi non sono state “solo” delle persone… ma dei numeri… no, non quelli che do abitualmente, parlo dei vostri numeri!

Sai, non ti nascondo che ho sempre trovato il numero di commenti un po’ più basso rispetto alle mie aspettative; poi la settimana scorsa Andrea – il mio socio ndr – mi ha messo sotto il naso il dato dei visitatori, facendomi notare i due dati più importanti: l’alto numero di contatti e soprattutto il fatto che, post dopo post, questo numero di contatti continua a crescere.


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Pubblicato il 12 febbraio, 2010 alle 20.27

Mi ero programmato di scrivere questo post ieri. Poi non è stato possibile farlo… causa neve. Tu mi dirai: neve sul blog? No, neve da spalare! Ho spalato per buona parte del pomeriggio i 40 centimetri di neve che sono venuti a trovarmi. Porca pala! Comunque la spalata è finita, e posso dedicarmi a questo post. Un post molto, molto speciale. Due volte speciale. Perché è di due esperienze molto coinvolgenti che ti voglio parlare.

La prima esperienza risale a domenica: sono andato a vedere il film Avatar. Armato di lenti a contatto, per poter indossare al meglio gli occhiali 3D. Che dire, il film era finito da qualche minuto… nella sala c’erano le ragazze che ripristinavano la pulizia del cinema… e c’ero io, là in mezzo, seduto.

3D o non 3D, io non ho visto il film, ci sono finito dentro. Una storia in cui, come sempre accade, c’è chi riesce a notare solo gli effetti speciali, o ha da inviare sms a chissà chi… o magari si fa un sonno. Io invece ero lì, quasi smarrito, coinvolto, colpito, emozionato. Commosso. Perché ci sono scene che… non posso descriverti o ti rovino il film, ove volessi andare a vederlo… ci sono scene che ti fanno riflettere, ti fanno capire che c’è bisogno di gente decisa a cambiare le cose. No, non al cinema, nella vita.


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Pubblicato il 23 novembre, 2009 alle 15.59

Mi perdonerai se in questi giorni scrivo così tanto di Libera il Tuo Talento! Del resto il successo che sta ottenendo supera le aspettative più rosee, e se sto qui a scriverci sopra è perché si moltiplicano le domande… come questa per esempio: “Lele come mai l’audioTraining Libera il Tuo Talento costa 147,00 euro?”.

Chi me lo chiede allude al fatto che costa ben più di un libro… e siccome gli ho promesso che gli avrei risposto tramite post, eccomi qui a mantenere la promessa.

L’audioTraining Libera il Tuo Talento NON È un libro! Libera il Tuo Talento È UN CORSO! Il valore di mercato di un corso del genere supera i 1000,00 euro e richiede due giorni, prova ne è che sono diverse le aziende che stanno prenotando questa esperienza formativa per i propri manager, venditori, funzionari eccetera, e il corso dura per l’appunto due intere giornate.


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Pubblicato il 18 novembre, 2009 alle 16.46

Ho mollato tutto il resto. Prenditi i prossimi 5 minuti e leggi questo post, ne varrà la pena.

Ho mollato tutto il resto, dicevo. Non mi capita spesso, cerco di pianificare bene il mio tempo… è che sentivo un enorme bisogno di mettermi qui a scrivere. Per dire grazie alla vita, per dire grazie a Catia. Catia è una parrucchiera. Come alcuni avranno notato sono tanti i parrucchieri che mi scrivono, e questo perché da undici anni mi occupo di formazione manageriale riservata proprio alla crescita dei loro saloni, dei loro team, delle loro ambizioni.

Possiamo dire che ho dedicato la mia vita professionale alla crescita personale, alla comunicazione… e ai parrucchieri! Ma, ti chiederai, perché me ne parli oggi? E perché mi citi Catia? Ancora un attimo di pazienza e te lo dico.

Una persona che stimo moltissimo si chiama David, ed è area manager di una multinazionale. Un giorno mi disse “sai qual è la vera sfida di un venditore? Uscire con l’ordine e sentirsi dire “grazie” dal cliente; in quel grazie c’è tutto: la responsabilità, il rispetto, la competenza, e sì, ci sono anche le provvigioni… ma è per quel “Grazie!” che accompagna l’ordine che i venditori più bravi lavorano, tutto il resto è una conseguenza di questo Grazie!”.


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