Pubblicato il 2 dicembre, 2010

Eccolo lele, con le dita nella Nutella (niente da dire contro la marmellata, anzi, ne mangio parecchia, ma la Nutella… eh, la Nutella… se la Nutella fosse doping io sarei ancora più… positivo! Ah ah ah ma come mi vengono? E son qui da solo a ridere, col mio computer mi guarda e sicuramente pensa “bel fenomeno quello che mi digita, bel fenomeno!”).

Dove eravamo? Ah, con le dita nella Nutella. E ci eravamo perché il titolo del post mi smaschera! Ormai la copertina comincia a girare, ad essere visibile in qualche sito, perciò ormai non posso più aspettare e devo dire chi fra coloro che mi hanno aiutato a trovare la copertina giusta (mi riferisco al post Copertinaaa) riceverà una copia del libro Sono il Mio Eroe autografata dal suo autore (io!).

Se avessi guardato il bicchiere mezzo vuoto non premiavo nessuno, perché la copertina è un pochino diversa da quelle suggerite. Se avessi guardato quello mezzo pieno premiavo tutti, perché è stato un piacere vedere la partecipazione e l’entusiasmo protagonisti in ogni commento!

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Pubblicato il 29 novembre, 2010

Traducendo “Conto alla rovescia”… oh, scritto in inglese sembra più fico ah ah ah.

In attesa di sapere dove mandiamo la Telecom (o più seriamente in attesa di dirti che sono intervenuti ed hanno risolto il problema, facendo tesoro del mio “acquisito” ottimismo), sono qui a dirti come si sente un autore (io!) che dopo domani avrà in mano il suo primo libro stampato.

Devo ammettere che è emozionante. Solo un briciolino di agitazione connessa al fatto che sia stato stampato a dovere, per il resto è un rincorrersi di emozioni positive, della sensazione che stia per compiersi un passo fondamentale verso la realizzazione delle mie ambizioni.

Penso ai miei soci, che condivideranno con me questi momenti (leggasi anche “che dovranno sopportarmi ancora di più in questi momenti”).

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Pubblicato il 27 settembre, 2010

A gennaio di quest’anno ti parlai di un formatore: Max Formisano; te ne parlai a proposito della fiducia, tema centrale di un meeting formativo che Max condusse. Max Formisano oggi viene considerato il formatore dei formatori, etichetta impegnativa quanto meritata.

Ebbene, sabato e ieri ho avuto il piacere di essere con lui a Roma, ospite di un suo meeting formativo organizzato per celebrare il suo primo libro: Se solo potessi. Ieri mi ha chiesto, ed io ho accettato con entusiasmo, di intervenire per parlare di due cose che conosco piuttosto bene: talento e motivazione.

Ecco, vedi… c’è chi fa formazione, e c’è chi è formatore. Chi fa formazione mette il denaro sopra tutto; spesso parla di cose che ha sentito da altri (non hai idea di quanti cuculi volino nei nidi dei formatori “veri”); lascia poco spazio alle domande, perché lontano dalla scaletta ha una fifa bestia.

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Pubblicato il 6 settembre, 2010

Questo post viene pubblicato lunedì, come sempre, anche se è stato scritto due giorni prima: è sabato pomeriggio, sto preparandomi per il Forza & Cuore che domani e lunedì teniamo a Pigazzano di Travo, nel piacentino.

L’impressione è che sia il miglior Forza & Cuore di sempre. Nei prossimi post avrò modo di confermartelo! Posso già dirti come lo inizierò, domattina; dicendo ai cinquanta e passa presenti una cosa: “signori miei, è ormai certo che ognuno di noi può lavorare per migliorare la qualità della propria vita, cominciando col migliorare se stesso. Semplicemente si tratta di capire quale tecnica dovete scegliere per riuscirci! In questi due giorni ve ne presenterò diverse, così che possiate testarne più d’una; dopodiché a voi il compito di dare continuità al lavoro che cominciate qui…”.

Ecco, questo sarà l’inizio. Continuo a vedere persone che migliorano, e continuo a dare il mio concreto contributo, affinché ci riescano. Sai come faccio? Nei primi corsi motivazionali (ancora non li avevo battezzati “Forza & Cuore”) insegnavo “un” sistema. Poi due anni fa sono diventati due. Adesso sono a cinque! Il metodo Forza & Cuore ha una base, e poi propone cinque diverse tecniche per svilupparla. Credimi: è solo questione di trovare la tecnica giusta, dopodiché, lo ripeto più che volentieri, ognuno di noi può lavorare per migliorare la qualità della propria vita, cominciando col migliorare se stesso. Fai fatica a cambiare, o a lavorare su qualche tuo difetto? Cambia sistema!

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Pubblicato il 8 luglio, 2010

Da qualche anno ormai continuo ad affermare che il mestiere più difficile che ho fatto (e sto facendo) è quello di papà. Quando lo dico trovo sempre qualcuno che si scandalizza, e mi fa “ma come, tu con il lavoro che fai trovi difficile educare i tuoi figli?!”. Sì.

Le competenze specifiche che occorre avere per confrontarsi con l’infanzia e l’adolescenza dei figli sono diverse da quelle che ho acquisito per essere un formatore ed un coach di livello. Quando mi danno del “Talent coach” non mi scompongo, né mi lascio andare a qualche frase di circostanza per ostentare un po’ di modestia; perché so di meritare questo appellativo, so quanto sono bravo.

Non temo né biasimo chi si inalbera per questo! Semplicemente resto dell’avviso che se sono su un aereo in avaria preferisco essere nelle mani di un pilota che crede in se stesso piuttosto che con uno che se la fa sotto. Lo stesso vale se sono sotto i ferri di un chirurgo per un intervento: preferisco uno che mi dice “stia sereno, è in ottime mani, le mie!”, piuttosto che uno che mi fa “speriamo bene!”. A parità di competenza sarà sempre uno che crede in se stesso a far meglio.

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Pubblicato il 10 giugno, 2010

Mediamente dormo una notte su tre in qualche hotel, in giro per l’Italia. Mi capita di frequentare gli stessi hotel da anni, come di pernottarci per la prima volta… così la mattina della partenza, quando è l’ora del check-out, restituisco la chiave, e prima della carta di credito porgo i dati per l’intestazione della fattura…

E tutte le volte, tutte le volte, il momento nel quale l’addetto visiona i nostri dati per registrarli sul computer è un piccolo piacere da assaporare… ho perso il conto delle esclamazioni che sono seguite, per esempio “ah però!”, “ma dai, davvero la vostra società si chiama così?”, “oh ma che bello!”, “ah ah ah, grazie eh?! Anche a lei”… posso continuare.

La nostra società si chiama BuonLavoro Srl. Buon Lavoro! Quando si dice essere il primo allievo di me stesso… a chi mi chiede come faccio ad avere spesso le parole giuste suggerisco una tecnica che uso da tanto tempo, e che mi ha sempre riservato enormi soddisfazioni: è la tecnica dell’auto intervista. Per esempio fra un paio d’ore mi metterò in auto, e ho già deciso che mi intervisterò su ciò di cui sto per parlarti in questo post.

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Pubblicato il 10 maggio, 2010

L’altro giorno, devo ammetterlo, mi sono trovato giusto a metà tra l’essere arrabbiato e l’essere triste. Niente male eh? Io che invito a non giudicare mai… io che stimolo a cercare sempre il lato positivo in ogni persona o situazione… il guaio è che questa volta la situazione mi toccava davvero da molto vicino: parlo della mia professione di formatore.

Per una serie di motivi che non sto qui a spiegarti mi sono ritrovato a dover presenziare ad un corso di un concorrente. Preciso, “concorrente”. E qui permettimi un suggerimento: impara a distinguere quelli che consideri tuoi concorrenti da quelli che puoi definire tuoi colleghi.

Un tuo concorrente fa il tuo stesso lavoro. Un tuo collega lo fa in un certo modo, un modo che senti più “tuo”, o perché lo fai già così anche tu, o perché ti riprometti di farlo così al più presto. Il concorrente fa il lavoro che fai tu, il collega lo fa all’incirca “come” lo fai tu.

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