Pubblicato il 22 luglio, 2010 alle 09.39

No, non si parla di musica italiana! Ho voluto trattare questo tema dopo che in aereo ci siamo trovati in due file – evento assai raro – a discutere dello stesso argomento: l’aiuto alle classi più deboli. Senza entrare in politica, argomento del quale faccio sempre fatica a parlare, guardo con diffidenza al modo in cui viene operata questa continua contrapposizione fra ricchi e poveri.

In Italia l’assistenzialismo sta diventando il primo nemico della meritocrazia. Per dimostrare quanto siamo bravi ad aiutare questo e quello, finiamo le risorse prima di aiutare chi merita davvero.

Cito un esempio. Qualche mese fa è stato deliberato un bonus economico una tantum a favore dei pensionati che percepivano le pensioni più basse. A prima vista un fatto positivo, ineccepibile. Ebbene, ieri in aereo ho avuto conferma di qualcosa che temevo: che la maggior parte di quelle pensioni è per l’appunto “minima” perché spesso non è stata oggetto di versamento di contributi, bensì è “figlia” di altre decifrazioni (se non sbaglio vengono definite “pensioni sociali”), talvolta assai meno condivisibili. Insomma in molti casi – certo non in tutti – si è finito per premiare qualcuno che a ben vedere la pensione nemmeno dovrebbe percepirla.


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Pubblicato il 15 luglio, 2010 alle 10.11

Oggi sto per fare una cosa che molto probabilmente da settembre diventerà una costante settimanale: oggi scrivo di un tema che mi è stato segnalato da uno di voi.

Ebbene sì, a settembre il post del giovedì verrà dedicato ad un tema che mi segnalate… perché a settembre? Perché è ormai imminente una sorpresa… collana di post che vi (ci) accompagnerà fino a fine agosto… e no, che non ti dico di che si tratta, sennò che sorpresa sarebbe? Veniamo al post di oggi.

La domanda che mi è stata posta da Andrea via e-mail si riferisce ad un articolo di Franca Porcini comparso di recente sul Corriere della Sera; un articolo che ha sottolineato, per l’ennesima volta, quanto l’Italia sia un paese dove la meritocrazia di fatto non esiste. Dopo una serie di esempi malsani che ti fanno sospirare o stringere i pugni, a seconda di come sei o come ti senti mentre leggi, arriva il riferimento ad un’università: la Normale di Pisa, che dalla sua nascita, voluta nel 1810 da Napoleone, ad oggi, mantiene «miracolosamente» la capacità di premiare i migliori.


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Pubblicato il 11 marzo, 2010 alle 06.24

Per fortuna devo scrivere. Perché sono rimasto senza parole. Veniamo al punto… e alla virgola, se no si incavola… si sente trascurata. , e ; Toh così sei contenta anche tu.

Andrea (il mio socio) mi ha segnalato un articolo comparso sul Corriere della Sera di qualche giorno fa; ecco il titolo: “Alunni bocciati? Tutti a casa”, una scuola di Central Falls, nel Rhode Island, manda via i 74 professori per incapacità. La cosa più straordinaria? Il plauso di Washington.

Non che la cosa sia da vivere con gioia eh? Sia chiaro. Ma l’idea che la logica del merito, almeno altrove, non sia ancora estinta, che vuoi che ti dica, mi fa star bene.


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