Ehilà! Eccoci qui! Come va? Sei fra coloro che hanno già fatto le ferie? Fra coloro che le faranno più avanti? Fra coloro che non le faranno? O fra coloro che le faranno ad agosto? Nel dubbio ti mando un caro saluto, e un augurio che il tuo agosto 2010, in ferie o no, sia un gran bel mese per te!

E io, cosa farò ad agosto? Eh, bella domanda. Dalle 8.30 fine verso metà mattina sarò un accanito giocatore di beach volley. Per il resto della mattina mi barcamenerò fra tuffi, carte e chiacchierate con gli amici, e lo stesso succederà dalle 17 in poi, fino a sera… il tutto accompagnato da un valore che mai come ad agosto posso assaporare: la mia famiglia!
Ti chiederai perché io sia stato così preciso con gli orari… per dirti che fra le 14 e le 17 di ogni giorno scriverò, finirò di scrivere il mio libro, il mio primo libro!
È un periodo straordinario, meraviglioso. Con qualche problema da superare, come tutti. Con tante ambizioni da realizzare, come alcuni. A chi mi chiede cosa mi renda così euforico rispondo che è una questione che prescinde, o meglio che va ben oltre il mero aspetto economico. La verità è che se sto così bene è perché, primo, so dove sono; secondo, so dove sto andando, e terzo so cosa devo (voler) fare per arrivarci. Quando trasformi i tuoi sogni in ambizioni, e le tue ambizioni in azioni concrete, ogni passo avanti ti entusiasma, ti carica, ti rende ancora più forte e decisivo.

Così oggi, 21 giugno ‘10, è un altro passo; oggi è un giorno molto importante per noi di BuonLavoro Team. Soprattutto è un giorno molto importante per la Compagnia dei Talenti. Se mi segui da un po’ di tempo ti chiederai “mi sono perso qualche puntata?! Che cos’è Compagnia dei Talenti?”.
Compagnia dei Talenti è il portale italiano dell’audioformazione. Ufficialmente, proprio oggi, preannunciamo il lancio di un portale che si è dato sei mesi esatti per diventare il nuovo punto di riferimento dell’audioformazione in Italia (lanceremo il portale il 10 dicembre 2010).
L’altro ieri sera oltre 400 persone hanno seguito il Webinar organizzato dal Bollettino del Lavoro, dal titolo “Libera il Tuo Talento nello Studio e nel Lavoro”. Ebbene questo mio post non sarà una cronaca di questo evento, quanto piuttosto una serie di riflessioni sul suo significato.

In mezzo ai lavativi fannulloni… in mezzo alle veline a caccia di calciatori… in mezzo alle persone che si trascinano odiando ogni giorno di più il lavoro che svolgono… in mezzo ai capi capetti capoccioni che si danno delle arie più per lo schienale della loro poltrona che per i loro risultati… ebbene in mezzo a tutto questo, ecco una folla di persone che hanno voglia di fare, e di far bene.
Persone che hanno voglia di liberare il proprio talento. Di trovare la loro strada. Di percorrerne di nuove. Di provarci. Di mettercela tutta.
Sabato pomeriggio mi sono preso una pausa per guardarmi la penultima tappa del Giro d’Italia di ciclismo, una tappa decisiva, molto dura. Faceva impressione vedere quanta neve ci fosse sul Gavia, 2600 metri di altitudine… anche se ovviamente l’impressione più grande la facevano loro, i protagonisti.

Il giorno prima, nella tappa del mitico Mortirolo, Ivan Basso dopo 4 anni ha di nuovo indossato la maglia rosa. Dopo 4 anni e una brutta storia di doping. Dal 28 agosto 2006 al 28 agosto 2010, quanto meno curioso. Il doping ha massacrato questo sport come pochi altri. Icona di questo enorme problema è stata certamente la scomparsa del grande Marco Pantani.
Al solito c’è chi sceglie di fare di tutta l’erba un fascio, parlando del ciclismo come di uno sport marcio, punto. E al solito scelgo di dissociarmi da queste generalizzazioni. Nel ciclismo come in tanti altri sport e tante altre situazioni c’è il buono e il cattivo, il bello e il brutto.
Mannaggia, mannaggia e ancora mannaggia. Ti faccio una domanda: capita anche a te ogni tanto di pensare che certe persone sembrano appena atterrate da Marte? L’altro giorno sono stato co-protagonista di una gran bella discussione, oggetto la crisi e la perdita dei posti di lavoro.

Io che non sopporto “questa” politica, quella dei proclami demagogici, delle promesse mai mantenute, del servilismo ad ogni costo, del “facciamo finta di cambiare ma lasciamo tutto com’è”, mi rendo conto che la politica non è così potente, almeno non lo è quando si cambia scala.
Finché si tratta di aiutare qualcuno, eccola lì, la politica può fare molto. Ma quando si tratta di aiutare tutti, la politica può fare ben poco… e aggiungo spesso non gliene importa di fare qualcosa.
Primo maggio 2010, festa del lavoro. Come sempre. Primo maggio 2010, festa anticrisi. Per la prima volta. L’altro ieri è nato un nuovo modo di progettare e di fare formazione. E se è vero come si sa che ogni scarafone è bello a mamma sua (Pino Daniele docet), lo è altrettanto che sto, stiamo lavorando per creare nuovi punti di riferimento, per collocare nuove testate d’angolo.
La formazione è una cosa seria, l’ho già sottolineato in passato e lo farò certamente in altri, prossimi post. Professionalmente vivo con una magnifica ossessione: dare forma all’azione, sempre. Non solo informare: creare i presupposti affinché la formazione diventi azione.
L’efficacia è la mia stella cometa, è la mia bussola, è la mia musa ispiratrice. Tutto ciò che faccio deve esserti utile, deve contribuire a renderti migliore, e più forte; più consapevole, e più proattivo. Se hai un talento devi poterlo liberare. Se hai un mestiere devi poterlo sublimare. Come ci diciamo spesso nei corsi, non tutti vogliono primeggiare, non tutti vogliono migliorare, non tutti vogliono vincere, lecito, sacrosanto. Ma se tu, proprio tu, hai un talento da liberare o un’idea da realizzare, io ho una missione: permetterti di riuscirci. Offrirti un contributo efficace per permetterti di riuscirci.
Quando chiacchiero con Giorgio mi viene sempre una gran voglia di fare ancora di più, ancora meglio. Ti starai chiedendo chi sia Giorgio… manco ne esistesse uno solo ah ah ah. Giorgio è il proprietario di un’azienda cosmetica che lavora in qualche decina di paesi nel mondo, Italia compresa. Ho avuto il piacere e l’onore di lavorare per lui e auspico che avremo occasione di collaborare ancora, in futuro.

In barba ai suoi sessant’anni “suonati”, ogni volta che chiacchieriamo di lavoro, di strategie, di obiettivi… mi sembra di essere più “vecchio” di lui, il che è tutto dire!
Soprattutto ciò che mi colpisce e insieme ci accomuna è l’entusiasmo, la voglia di mettercela sempre tutta, di non accontentarsi di essere banali, o di ottenere cose banali. Tutti e due lavoriamo per lasciare un segno in questo mondo. Per la verità lui lo ha già fatto.