Ebbene sì! Con un mese in più… e un’unghia in meno, rieccomi qui!
E allora! È stato un buon agosto? Lo hai trascorso alla grande? Spero proprio di sì.

Personalmente potrei fare un copia e incolla del post che scrissi esattamente un anno fa… Quel post terminava così: “È vero, il beach volley è strepitoso; è vero, la Pinacola è un bel gioco di carte; è vero, il mare di Spotorno è un gran bel mare; e i gelati… le granite… le passeggiate… le mangiate… tutto quello che vuoi, ma sarebbe tutto “solo” normale senza le persone che ho appena menzionato. Sono tutti loro a rendere speciale ogni cosa, grazie di cuore, vi voglio proprio bene!”
Un altro agosto da incorniciare, dunque. Quella magica replica che speravo di vivere… sai quando sei davanti alla tv e danno uno dei tuoi “vecchi” film preferiti? Oppure quando vuoi noleggiare un nuovo film… e poi ti lasci riconquistare da uno che hai già visto altre volte?
Ehilà! Eccoci qui! Come va? Sei fra coloro che hanno già fatto le ferie? Fra coloro che le faranno più avanti? Fra coloro che non le faranno? O fra coloro che le faranno ad agosto? Nel dubbio ti mando un caro saluto, e un augurio che il tuo agosto 2010, in ferie o no, sia un gran bel mese per te!

E io, cosa farò ad agosto? Eh, bella domanda. Dalle 8.30 fine verso metà mattina sarò un accanito giocatore di beach volley. Per il resto della mattina mi barcamenerò fra tuffi, carte e chiacchierate con gli amici, e lo stesso succederà dalle 17 in poi, fino a sera… il tutto accompagnato da un valore che mai come ad agosto posso assaporare: la mia famiglia!
Ti chiederai perché io sia stato così preciso con gli orari… per dirti che fra le 14 e le 17 di ogni giorno scriverò, finirò di scrivere il mio libro, il mio primo libro!
Ieri è stata come si dice una domenica ricca di eventi sportivi. Il gran premio di formula uno, una tappa alpina per il Tour de France, la finale del campionato mondiale di calcio… indovina di questi eventi sportivi quale non ho visto? Faccio prima a dirtelo io: nessuno dei tre.

Ieri è stato il gran giorno di Elena e Luca. Si sono sposati. Mi chiederai “chi sono Elena e Luca?”; ti risponderò che sono due miei amici, coi quali fino a qualche anno fa condividevo una passione che ancora oggi mi fa battere il cuore, anche se le dedico molto meno tempo rispetto al passato: il bowling.
Ebbene, Elena e Luca si sono sposati. Hanno fatto le prove tecniche con un bel periodo di convivenza, dopodiché eccoli lì, lei nel suo splendido abito da sposa, con tanto di strascico, e lui nel suo impeccabile abito scuro.
È un periodo straordinario, meraviglioso. Con qualche problema da superare, come tutti. Con tante ambizioni da realizzare, come alcuni. A chi mi chiede cosa mi renda così euforico rispondo che è una questione che prescinde, o meglio che va ben oltre il mero aspetto economico. La verità è che se sto così bene è perché, primo, so dove sono; secondo, so dove sto andando, e terzo so cosa devo (voler) fare per arrivarci. Quando trasformi i tuoi sogni in ambizioni, e le tue ambizioni in azioni concrete, ogni passo avanti ti entusiasma, ti carica, ti rende ancora più forte e decisivo.

Così oggi, 21 giugno ‘10, è un altro passo; oggi è un giorno molto importante per noi di BuonLavoro Team. Soprattutto è un giorno molto importante per la Compagnia dei Talenti. Se mi segui da un po’ di tempo ti chiederai “mi sono perso qualche puntata?! Che cos’è Compagnia dei Talenti?”.
Compagnia dei Talenti è il portale italiano dell’audioformazione. Ufficialmente, proprio oggi, preannunciamo il lancio di un portale che si è dato sei mesi esatti per diventare il nuovo punto di riferimento dell’audioformazione in Italia (lanceremo il portale il 10 dicembre 2010).
L’altro ieri sera oltre 400 persone hanno seguito il Webinar organizzato dal Bollettino del Lavoro, dal titolo “Libera il Tuo Talento nello Studio e nel Lavoro”. Ebbene questo mio post non sarà una cronaca di questo evento, quanto piuttosto una serie di riflessioni sul suo significato.

In mezzo ai lavativi fannulloni… in mezzo alle veline a caccia di calciatori… in mezzo alle persone che si trascinano odiando ogni giorno di più il lavoro che svolgono… in mezzo ai capi capetti capoccioni che si danno delle arie più per lo schienale della loro poltrona che per i loro risultati… ebbene in mezzo a tutto questo, ecco una folla di persone che hanno voglia di fare, e di far bene.
Persone che hanno voglia di liberare il proprio talento. Di trovare la loro strada. Di percorrerne di nuove. Di provarci. Di mettercela tutta.
Mannaggia. Mannaggia e ancora mannaggia! “Con chi ce l’avrà questa volta?” Ti chiederai. Ce l’ho con chi è sempre lì a lamentarsi di ciò che non è o di ciò che non ha. Con chi ne ha per tutti fuorché per se stesso. Ieri sera ho sentito il bisogno di saltar su; volutamente ho tolto il piede dal freno, ho spiegato le ali, ho mollato le briglie.

In un convegno cui ho preso parte mi sono ritrovato con il settore depressi; per la verità hanno sorriso di più quando li ho definiti la curva desperados; dubito che sia il caso ad averli fatti ritrovare lì, in quella zona della sala! Cosa sconvolgente, ti assicuro che nessuno, nessuno di loro aveva davvero un buon motivo per lamentarsi. Eppure figuriamoci, giù a “piangere”!
E così ecco un “lele moment”. Ad un certo punto mi sono avvicinato al mio notebook… mi sono sconnesso dal videoproiettore, ho ridotto ad icona le slide che stavo proiettando. Sono andato in Archivio Risorse a cercare uno spezzone del film “l’attimo fuggente”, quello in cui il professore (Robin Williams) sale sulla cattedra, e poi invita i suoi studenti a fare altrettanto.
Mediamente dormo una notte su tre in qualche hotel, in giro per l’Italia. Mi capita di frequentare gli stessi hotel da anni, come di pernottarci per la prima volta… così la mattina della partenza, quando è l’ora del check-out, restituisco la chiave, e prima della carta di credito porgo i dati per l’intestazione della fattura…

E tutte le volte, tutte le volte, il momento nel quale l’addetto visiona i nostri dati per registrarli sul computer è un piccolo piacere da assaporare… ho perso il conto delle esclamazioni che sono seguite, per esempio “ah però!”, “ma dai, davvero la vostra società si chiama così?”, “oh ma che bello!”, “ah ah ah, grazie eh?! Anche a lei”… posso continuare.
La nostra società si chiama BuonLavoro Srl. Buon Lavoro! Quando si dice essere il primo allievo di me stesso… a chi mi chiede come faccio ad avere spesso le parole giuste suggerisco una tecnica che uso da tanto tempo, e che mi ha sempre riservato enormi soddisfazioni: è la tecnica dell’auto intervista. Per esempio fra un paio d’ore mi metterò in auto, e ho già deciso che mi intervisterò su ciò di cui sto per parlarti in questo post.