Ehilà! Eccoci qui! Come va? Sei fra coloro che hanno già fatto le ferie? Fra coloro che le faranno più avanti? Fra coloro che non le faranno? O fra coloro che le faranno ad agosto? Nel dubbio ti mando un caro saluto, e un augurio che il tuo agosto 2010, in ferie o no, sia un gran bel mese per te!

E io, cosa farò ad agosto? Eh, bella domanda. Dalle 8.30 fine verso metà mattina sarò un accanito giocatore di beach volley. Per il resto della mattina mi barcamenerò fra tuffi, carte e chiacchierate con gli amici, e lo stesso succederà dalle 17 in poi, fino a sera… il tutto accompagnato da un valore che mai come ad agosto posso assaporare: la mia famiglia!
Ti chiederai perché io sia stato così preciso con gli orari… per dirti che fra le 14 e le 17 di ogni giorno scriverò, finirò di scrivere il mio libro, il mio primo libro!
Domani è il gran giorno. Sono con un gruppo che ormai mi “sopporta” da tre anni (come trainer e come coach), ed è arrivato il momento di tenere la terza riunione strategica dell’azienda.

In che cosa consiste questa riunione? Semplice: l’azienda chiude al pubblico. Tutti, ma proprio tutti, proprietà, segretarie, magazziniere, addetto alle consegne, venditori, addirittura un paio di consulenti freelance… tutti insieme si lavora sul futuro.
Hai capito bene: nessuna analisi dei dati, nessun bilancio. Si pensa al futuro, si progetta il futuro. “cosa faremo?”: è questa la domanda guida. Tutti i partecipanti vengono ripartiti in gruppi, e vengono “rimescolati” esercizio dopo esercizio. L’obiettivo è che tutti lavorino con tutti, e che tutti lavorino su tutto.
L’altro ieri sera oltre 400 persone hanno seguito il Webinar organizzato dal Bollettino del Lavoro, dal titolo “Libera il Tuo Talento nello Studio e nel Lavoro”. Ebbene questo mio post non sarà una cronaca di questo evento, quanto piuttosto una serie di riflessioni sul suo significato.

In mezzo ai lavativi fannulloni… in mezzo alle veline a caccia di calciatori… in mezzo alle persone che si trascinano odiando ogni giorno di più il lavoro che svolgono… in mezzo ai capi capetti capoccioni che si danno delle arie più per lo schienale della loro poltrona che per i loro risultati… ebbene in mezzo a tutto questo, ecco una folla di persone che hanno voglia di fare, e di far bene.
Persone che hanno voglia di liberare il proprio talento. Di trovare la loro strada. Di percorrerne di nuove. Di provarci. Di mettercela tutta.
Nel weekend appena trascorso mi sono misurato con le ambizioni di una giovane imprenditrice leccese… non le ho preannunciato che avrei scritto di lei oggi, né perciò le ho chiesto il permesso di scriverne… risolverò il tutto omettendo di citarne il nome… e contando su un suo simpatico perdono telefonico o internettiano!

In più occasioni ho avuto modo di affermare che a mio avviso le donne sono la più straordinaria invenzione di Dio… peccato che lo sappiano, e talvolta ne approfittino!
Nel maggio 2008, in uno dei miei primi post, scrissi “donne, quanto vi adoro! Riuscite a colorare il mondo; a farci vedere cose (splendide) che diversamente avremmo rischiato di ignorare… riuscite ad accendere la luce, o a spegnerla quando serve; riuscite a farci riflettere, a farci ridere, sì, anche a farci incavolare (talvolta può servire)… Non sto qui a dire che le donne sono più creative e gli uomini più razionali… che le donne sono più intuitive e gli uomini più laboriosi… che le donne preferiscono essere apprezzate per ciò che sono, mentre gli uomini per ciò che fanno… che le donne quando dicono “no” pensano “sì” mentre a un uomo per far cambiare un “no” in “sì” basta una donna!”.
Attenti! Riposo! Nostalgia di naia? Beh… per me è stata una buona esperienza… e continuo a pensare che siano in molti a pagare… il fatto che non la faranno! Comunque qui parlo di riposo, quello vero. Quello che mi sono preso ieri, giorno di festa, dopo venti giorni praticamente senza staccare un giorno. Mi dirai “di che ti lamenti? Sei sempre lì a dirci quanto ti piace lavorare!”.

È vero! Eppure voglio essere chiaro: anche il riposo ha il suo ruolo, ed è un ruolo importante. Staccare la spina ci consente di ricaricare le batterie, fare ordine, sentirci pronti a ricominciare. Anche io che sono appassionato, innamorato di ciò che faccio, trovo molto utile ogni tanto dedicarmi ad altre passioni!
Così ieri mi sono riposato. Oggi sono già di nuovo in aeroporto, si ricomincia! Mi aspettano in Puglia e poi in Campania. Lunedì tornerò a casa… mercoledì ripartirò destinazione Piacenza… poi una sorpresa di cui ora non ti posso parlare… tutto come al solito insomma.
Lunedì, tanto per cambiare (tutto normale), ero a tenere un corso. Davanti a me una settantina di persone (tutto normale), argomento del giorno la leadership (tutto normale).

Ok, dunque, perché siamo qui a parlarne? Perché lunedì ho parlato di leadership, e in particolare di come un “capo” può diventare leader e di come un leader deve gestire i suoi collaboratori… e allora?! E allora di fronte a me c’erano sia i “capi” (tutti potenziali o esperti leader)… sia i loro collaboratori.
Talvolta mi è successo, tempi addietro, di parlare con imprenditori e manager di leadership; loro mi chiamavano per organizzare sessioni di formazione o di coaching su questo tema. Quando invitavo loro ad organizzare alcune se non la maggior parte delle sessioni… coinvolgendo anche i loro subordinati, lo stupore era evidente.
Un titolo, due significati… tciu gust is megl che uan (e poi dicono che la pubblicità si dimentica)! Oggi ti racconto dell’incontro con Pino Repetto di Edicolors, avvenuto un paio di giorni fa. Edicolors è una frizzante realtà specializzata nell’editoria per bambini (anche se sono svariate le “incursioni” vincenti anche in altri ambiti), finita di recente sugli scudi per un libro rivisitazione della Alice di Lewis Carrol, scritto da Erminia Dell’Oro (da cui è tratta l’immagine sotto).

Un’Alice così non l’avete mai vista, ci “dice” il libro in quarta di copertina… qui mi permetto di parlare dell’editore, altrettanto particolare. Che fra l’altro scoprirà di essere stato citato qui quando riceverà il link a questo post… perciò caro Pino, beccati questo!
Non ho le conoscenze specifiche per raccontarti quanto sia difficile oggi essere editori, con milioni di libri… che si contendono migliaia di lettori. Quello che si può notare in fretta è che la globalizzazione imperversa nell’editoria in modo pesante, con le piccole case editoriali fagocitate dalle più grandi… la solita storia “pesce grande mangia pesce piccolo” insomma.