Pubblicato il 22 luglio, 2010 alle 09.39

No, non si parla di musica italiana! Ho voluto trattare questo tema dopo che in aereo ci siamo trovati in due file – evento assai raro – a discutere dello stesso argomento: l’aiuto alle classi più deboli. Senza entrare in politica, argomento del quale faccio sempre fatica a parlare, guardo con diffidenza al modo in cui viene operata questa continua contrapposizione fra ricchi e poveri.

In Italia l’assistenzialismo sta diventando il primo nemico della meritocrazia. Per dimostrare quanto siamo bravi ad aiutare questo e quello, finiamo le risorse prima di aiutare chi merita davvero.

Cito un esempio. Qualche mese fa è stato deliberato un bonus economico una tantum a favore dei pensionati che percepivano le pensioni più basse. A prima vista un fatto positivo, ineccepibile. Ebbene, ieri in aereo ho avuto conferma di qualcosa che temevo: che la maggior parte di quelle pensioni è per l’appunto “minima” perché spesso non è stata oggetto di versamento di contributi, bensì è “figlia” di altre decifrazioni (se non sbaglio vengono definite “pensioni sociali”), talvolta assai meno condivisibili. Insomma in molti casi – certo non in tutti – si è finito per premiare qualcuno che a ben vedere la pensione nemmeno dovrebbe percepirla.


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