Ieri ha preso il via una nuova avventura imprenditoriale dedicata a persone che ho il piacere di definire molto speciali per me: gli acconciatori. A loro ho dedicato un nuovo spazio web: www.saloncoach.it, che fa coppia con la “sorellina”: la pagina Salon Coach su Facebook.

Nel 1995 stavo cercando di meritarmi un posto presso un prestigioso gruppo imprenditoriale monregalese. Ero un freelance “in prova”, mi stavo rialzando da un periodo complicato e dalla mia nuova, fresca responsabilità: ero papà da pochi mesi.
A ridosso della settimana cruciale, in cui avrei saputo se quel posto sarebbe stato mio, mi arrivò un’altra proposta: “ci hanno detto ottime cose su di te… ti va di venire a Barcellona? C’è un progetto da costruire e se piacerai potresti diventarne il responsabile…”.
Dopo quella sul tempo stai per scoprire un’altra semplice quanto efficace tecnica sul denaro.
In questi ultimi quattro giorni, fra un corso e l’altro, ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con Andrea, il mio socio, a quello che accadrà in quest’ultimo quadrimestre del 2011… ebbene preparati perché ti sorprenderemo!

Intanto, ove non lo avessi già fatto, ti invito a rileggere il post precedente. Perché? Perché in questi giorni, con Andrea, abbiamo fatto due cose: di giorno abbiamo partecipato ad un corso (ho fatto l’allievo! Ebbene sì, almeno un paio di volte l’anno partecipo a corsi che mi consentano di continuare ad imparare, mi aiutino a crescere e mi aiutino ad innovare, me stesso come i consigli che do) e di sera abbiamo affinato i nuovi progetti.
Elisabetta si sente incastrata in un lavoro che l’ha stancata, ma per quello che vorrebbe fare serve un diploma che non ha e per motivi famigliari non ha tempo di studiare.

Cara Elisabetta non conosco la tua situazione, ma voglio dirti ciò che ho detto a centinaia di persone ottenendo risultati straordinari. Persone che erano convinte quanto te di non poter fare certe cose, di non poter conciliare famiglia e carriera, di non poter studiare perché c’è il lavoro, ci sono i figli, c’è questo e c’è quello.
Poniti questa domanda: “se oggi conseguire il diploma fosse una questione di vita o di morte, cosa farei?”. Niente sarcasmo, niente logica esasperata, solo una risposta, la migliore possibile.
Prima di continuare a cimentarmi nelle risposte alle vostre domande su come si possa liberare il proprio talento, sento il bisogno di accomunare tutti voi “talenti potenziali” e più in generale tutti i LITTIANI in una riflessione breve quanto essenziale.

Quando la smetterai di pensare solo e sempre con la testa degli altri? Quando la smetterai di farti condizionare da tutto e da tutti, fuorché da te stesso? Quando la smetterai di credere alle etichette che ti appiccicano addosso? Quando la smetterai di mollare alla prima difficoltà? Quando la smetterai di aspettare il colpo di fortuna o la raccomandazione giusta?
Mi sono stancato, capito? Che mi frega. Io non sto qui a scrivere per tutti. Al diavolo, TUTTI non esiste! Ci sono io, ci sei tu, ci siamo noi se vuoi, ma sto gioco delle generalizzazioni mi ha proprio rotto. Tutti lì a lamentarsi di ciò che non si è, di ciò che non si ha, di ciò che non si fa… ma chi, chi in realtà può DAVVERO affermare di avercela messa proprio tutta? CHI FRA NOI?
Quale titolo più appropriato per dare il via alla serie di post con i quali mi propongo di rispondere alle vostre domande? Certo “qua e là” mi capiterà magari di intervallare questo tipo di post ad altri dedicati a qualche tematica specifica, ma tant’è, su www.liberailtuotalento.it vi ho invitati a fare domande ed è ora che io risponda!

Perciò cari Monica Tamara Luigi Desi Valentina Virginia Fabio Elisabetta Lucianna Roberto preparatevi: sarete i primi ai quali proverò a rispondere… anche se dalle vostre domande sarà subito chiaro che non sarete i soli a poter beneficiare delle risposte!
Oggi invece voglio cominciare con il dubbio che ha accomunato Massimo Valli e Dario Desi di Radio Montecarlo e Tamara Donà di R101: entrambi, durante le interviste radiofoniche che mi hanno fatto, mi hanno chiesto “ma siamo sicuri che tutti noi disponiamo di un talento?”.
Quando ho cominciato ad immaginare “sul serio” ciò che volevo fare della mia vita professionale (immaginare è il primo passo per realizzare), sognavo di essere intervistato in tv, alla radio, sui giornali, e di parlare di fronte a centinaia di persone: erano queste le quattro icone che avrebbero confermato la realizzazione dei miei obiettivi professionali.

Siccome una regola aurea per immaginare in modo efficace è quello di andare nei dettagli, non limitarsi ad immaginare in modo generico (a scanso di equivoci un’altra regola impone di non limitarsi ad immaginare, bensì di impegnarsi a fondo per realizzare ciò che si immagina), io decisi di seguire la regola al meglio, scegliendo con attenzione cosa immaginare.
Tralasciando il resto (di quelle quattro icone ormai mi manca solo Italia Uno, ma da quanto ho capito è questione di poco), pensando alle radio ne scelsi due: RTL 102,5 e Radio Montecarlo.
Pochi giorni fa un “collega” è venuto a complimentarsi con me dopo un mio intervento; fra il resto mi ha detto “oh, che sei bravo non lo dico troppo forte perché poi vogliono fare i tuoi corsi anziché i miei!”. Ah ah ah! Bah.

In barba a questo concetto, ora tu immagina che io non stia solo scrivendo questo post; immaginami mentre urlo a squarciagola il titolo di questo post: Italo Cillo è un grande!
Sì, lo so che Italo fa anche il formatore, “me ne sono accorto” a Malta, in questo weekend. Ma che c’entra? Se è bravo lo dico perché, come sostengo da parecchio, il vecchio paradigma “formarsi o non formarsi” è stato soppiantato dal nuovo paradigma “saper scegliere formazione di qualità”.