Febbraio, incredibile, siamo già a febbraio. Gennaio è trascorso a suon di (oltre) trecento ore lavorate, eppure (o forse proprio per questo) è volato via.
Ultimamente ho risposto poco ai vostri commenti, lo so e ne chiedo scusa. Ma c’è una cosa ben più importante di questa che dovete sapere. Li ho letti, li ho letti tutti. Più volte.

I vostri commenti sono stati (SONO!) una straordinaria fonte di energia. Quando ancora non avevo un blog visitavo quelli di altri, leggevo certi commenti e mi chiedevo “saranno autentici”? Oggi mi ritrovo su questo blog e mi emoziono, perché posso conoscervi o non conoscervi, ma so che i vostri commenti sono reali, sono ispiratori, sono una splendida riprova di quanto anche poche parole, se scritte con il cuore, possono migliorare la vita delle persone (di chi le legge come di chi le scrive).
Caro Babbo Natale,
quest’anno mi sa che non te la caverai con un videogioco o una sciarpa o dei dolcetti.
Ho una richiesta molto importante e spero di cuore che tu riesca ad esaudirla.
Il buono è che lo stesso regalo potrai “clonarlo” e inviarlo ad un sacco di gente.
Perché c’è un sacco di gente che ne ha bisogno.
Chissà, forse lì per lì non lo apprezzeranno.
Faranno una di quelle facce tipiche di chi non ha ricevuto il regalo che si aspettava.
Eppure, caro Babbo Natale, alla fine questo regalo arricchirà le loro vite.

Sai Babbo, l’idea di questo regalo mi è venuta guardando i miei figli.
Babbo, forse tu ascolti di più musica natalizia, ma devi sapere che c’è un cantautore,
si chiama Pino Daniele (è la quarta volta che lo cito e non ho nemmeno un suo album, bah!)
e in una canzone dice che ogni scarafone è bello a mamma sua.
Ebbene caro Babbo, ti dico che anche io sono molto contento di avere i due figli che ho.
Anche se ti chiedo di inserire pure loro nella lista.
Perché hanno entrambi molto bisogno di ricevere questo regalo.
Soprattutto Stefano, il più grande.
Veniamo al dunque o la lettera diventa lunga e tu non riesci a leggerla per intero.
Il regalo che ti chiedo di fare è la responsabilità.
L’assumersi il compito di migliorare se stessi e la propria vita.
Talvolta, soprattutto a tanti ragazzi adolescenti,
la via più breve e redditizia sembra essere quella della menzogna.
Chissà, forse è per gli esempi che ricevono da certi grandi, o meglio da certi adulti
(che di grande hanno ben poco).
Sta di fatto che certi ragazzi si impegnano più a trovare il modo di nascondere un brutto voto,
o giustificarlo in modo assurdo, piuttosto che prevenire e curare: prevenire, studiando di più; curare, ammettendo i propri errori e accettando eventuali conseguenze (punizioni se si persevera).
In questo mondo insegnano a provare a fare i furbi perché se va male tanto non ti fanno niente.
Insegnano a fregarsene delle regole perché sono cose da vecchi.
Insegnano a trascurare certi valori perché appesantiscono le esistenze.
Insegnano scorciatoie come alcool, droga, pazzie, facendo credere che la vita “così com’è” non dà abbastanza…
È un estate carica di eventi vissuti e di progetti finalizzati. Da qui a settembre succederanno parecchie cose: ti ho già detto di Compagnia dei Talenti, il portale italiano dell’audioformazione; sta per nascere una nuova, splendida iniziativa collegata a Libera il Tuo Talento!, il primo audioform che ho registrato e che tante soddisfazioni mi ha già riservato.

Anche Operazione Anticrisi sta per trovare lo spazio che merita… senza parlare del mio primo libro, che proprio in queste settimane estive sto (finalmente!) finendo di scrivere. In più a settembre ci sarà un altro progetto che saprà meritare la tua attenzione… per ora ti anticipo solo il suo nome: Intraprenditori… bello vero?
Nel fine settimana ero al telefono con Pier, che mi diceva quanto si sorprende ogni volta nel vedermi così preso da tanti impegni eppure sempre così carico… gli ho detto che quando fai qualcosa che ti piace e che per te ha un significato importante… anche la stanchezza finisce per ricaricarti!
Ieri è stata come si dice una domenica ricca di eventi sportivi. Il gran premio di formula uno, una tappa alpina per il Tour de France, la finale del campionato mondiale di calcio… indovina di questi eventi sportivi quale non ho visto? Faccio prima a dirtelo io: nessuno dei tre.

Ieri è stato il gran giorno di Elena e Luca. Si sono sposati. Mi chiederai “chi sono Elena e Luca?”; ti risponderò che sono due miei amici, coi quali fino a qualche anno fa condividevo una passione che ancora oggi mi fa battere il cuore, anche se le dedico molto meno tempo rispetto al passato: il bowling.
Ebbene, Elena e Luca si sono sposati. Hanno fatto le prove tecniche con un bel periodo di convivenza, dopodiché eccoli lì, lei nel suo splendido abito da sposa, con tanto di strascico, e lui nel suo impeccabile abito scuro.
Da qualche anno ormai continuo ad affermare che il mestiere più difficile che ho fatto (e sto facendo) è quello di papà. Quando lo dico trovo sempre qualcuno che si scandalizza, e mi fa “ma come, tu con il lavoro che fai trovi difficile educare i tuoi figli?!”. Sì.

Le competenze specifiche che occorre avere per confrontarsi con l’infanzia e l’adolescenza dei figli sono diverse da quelle che ho acquisito per essere un formatore ed un coach di livello. Quando mi danno del “Talent coach” non mi scompongo, né mi lascio andare a qualche frase di circostanza per ostentare un po’ di modestia; perché so di meritare questo appellativo, so quanto sono bravo.
Non temo né biasimo chi si inalbera per questo! Semplicemente resto dell’avviso che se sono su un aereo in avaria preferisco essere nelle mani di un pilota che crede in se stesso piuttosto che con uno che se la fa sotto. Lo stesso vale se sono sotto i ferri di un chirurgo per un intervento: preferisco uno che mi dice “stia sereno, è in ottime mani, le mie!”, piuttosto che uno che mi fa “speriamo bene!”. A parità di competenza sarà sempre uno che crede in se stesso a far meglio.
Ti starai chiedendo se io stia per celebrare l’addio di qualche fuoriclasse che “va in pensione”… vista la fresca eliminazione dell’Italia immagino che ne manderesti in pensione diversi… in realtà eccoti un suggerimento: continua a leggere anche se di calcio non ti intendi un gran che…

La decisione è sofferta, soffertissima. E arriva al termine dell’anno orribile che ha visto la mia squadra del cuore (la Juventus ndr) sprofondare come poche altre volte verso il centro classifica.
Eppure se sono coerente (e lo sono) la decisione va presa. E come ogni decisione sofferta comporterà parecchi sacrifici, nonché qualche difficoltà.
Nel weekend appena trascorso mi sono misurato con le ambizioni di una giovane imprenditrice leccese… non le ho preannunciato che avrei scritto di lei oggi, né perciò le ho chiesto il permesso di scriverne… risolverò il tutto omettendo di citarne il nome… e contando su un suo simpatico perdono telefonico o internettiano!

In più occasioni ho avuto modo di affermare che a mio avviso le donne sono la più straordinaria invenzione di Dio… peccato che lo sappiano, e talvolta ne approfittino!
Nel maggio 2008, in uno dei miei primi post, scrissi “donne, quanto vi adoro! Riuscite a colorare il mondo; a farci vedere cose (splendide) che diversamente avremmo rischiato di ignorare… riuscite ad accendere la luce, o a spegnerla quando serve; riuscite a farci riflettere, a farci ridere, sì, anche a farci incavolare (talvolta può servire)… Non sto qui a dire che le donne sono più creative e gli uomini più razionali… che le donne sono più intuitive e gli uomini più laboriosi… che le donne preferiscono essere apprezzate per ciò che sono, mentre gli uomini per ciò che fanno… che le donne quando dicono “no” pensano “sì” mentre a un uomo per far cambiare un “no” in “sì” basta una donna!”.