Ehilà! Eccoci qui! Come va? Sei fra coloro che hanno già fatto le ferie? Fra coloro che le faranno più avanti? Fra coloro che non le faranno? O fra coloro che le faranno ad agosto? Nel dubbio ti mando un caro saluto, e un augurio che il tuo agosto 2010, in ferie o no, sia un gran bel mese per te!

E io, cosa farò ad agosto? Eh, bella domanda. Dalle 8.30 fine verso metà mattina sarò un accanito giocatore di beach volley. Per il resto della mattina mi barcamenerò fra tuffi, carte e chiacchierate con gli amici, e lo stesso succederà dalle 17 in poi, fino a sera… il tutto accompagnato da un valore che mai come ad agosto posso assaporare: la mia famiglia!
Ti chiederai perché io sia stato così preciso con gli orari… per dirti che fra le 14 e le 17 di ogni giorno scriverò, finirò di scrivere il mio libro, il mio primo libro!
Ieri in spiaggia una vicina di ombrellone mi ha chiesto perché io detesti così tanto la politica… in effetti è andata più in là di ciò che ho affermato qua e là nei post… sì, ce l’ho con la politica perché a mio avviso non fa il bene del paese. Non importa chi è al governo e chi smania di arrivarci, chi c’è o chi c’era… è la politica così com’è che mi insospettisce, e indispettisce. Eppure…

Ci sono lobby troppo forti che alla fine tirano i fili della politica. Si creano vere e proprie fazioni, con “questi” contro “quelli”, dove la politica è solo un potere esecutivo, che fa ciò che la lobby chiede… o salta. Continuano a sperperare denaro, a promettere e non mantenere, certi della propria impunità. Eppure…
Tempo fa mi dissero che “ognuno di noi deve imparare a far bene ciò che può fare”, non curandosi troppo di ciò che fanno o dovrebbero fare gli altri. “Ognuno di noi deve imparare a far bene ciò che può fare”, rimasi molto colpito da questa frase.
È un estate carica di eventi vissuti e di progetti finalizzati. Da qui a settembre succederanno parecchie cose: ti ho già detto di Compagnia dei Talenti, il portale italiano dell’audioformazione; sta per nascere una nuova, splendida iniziativa collegata a Libera il Tuo Talento!, il primo audioform che ho registrato e che tante soddisfazioni mi ha già riservato.

Anche Operazione Anticrisi sta per trovare lo spazio che merita… senza parlare del mio primo libro, che proprio in queste settimane estive sto (finalmente!) finendo di scrivere. In più a settembre ci sarà un altro progetto che saprà meritare la tua attenzione… per ora ti anticipo solo il suo nome: Intraprenditori… bello vero?
Nel fine settimana ero al telefono con Pier, che mi diceva quanto si sorprende ogni volta nel vedermi così preso da tanti impegni eppure sempre così carico… gli ho detto che quando fai qualcosa che ti piace e che per te ha un significato importante… anche la stanchezza finisce per ricaricarti!
Ieri è stata come si dice una domenica ricca di eventi sportivi. Il gran premio di formula uno, una tappa alpina per il Tour de France, la finale del campionato mondiale di calcio… indovina di questi eventi sportivi quale non ho visto? Faccio prima a dirtelo io: nessuno dei tre.

Ieri è stato il gran giorno di Elena e Luca. Si sono sposati. Mi chiederai “chi sono Elena e Luca?”; ti risponderò che sono due miei amici, coi quali fino a qualche anno fa condividevo una passione che ancora oggi mi fa battere il cuore, anche se le dedico molto meno tempo rispetto al passato: il bowling.
Ebbene, Elena e Luca si sono sposati. Hanno fatto le prove tecniche con un bel periodo di convivenza, dopodiché eccoli lì, lei nel suo splendido abito da sposa, con tanto di strascico, e lui nel suo impeccabile abito scuro.
Da qualche anno ormai continuo ad affermare che il mestiere più difficile che ho fatto (e sto facendo) è quello di papà. Quando lo dico trovo sempre qualcuno che si scandalizza, e mi fa “ma come, tu con il lavoro che fai trovi difficile educare i tuoi figli?!”. Sì.

Le competenze specifiche che occorre avere per confrontarsi con l’infanzia e l’adolescenza dei figli sono diverse da quelle che ho acquisito per essere un formatore ed un coach di livello. Quando mi danno del “Talent coach” non mi scompongo, né mi lascio andare a qualche frase di circostanza per ostentare un po’ di modestia; perché so di meritare questo appellativo, so quanto sono bravo.
Non temo né biasimo chi si inalbera per questo! Semplicemente resto dell’avviso che se sono su un aereo in avaria preferisco essere nelle mani di un pilota che crede in se stesso piuttosto che con uno che se la fa sotto. Lo stesso vale se sono sotto i ferri di un chirurgo per un intervento: preferisco uno che mi dice “stia sereno, è in ottime mani, le mie!”, piuttosto che uno che mi fa “speriamo bene!”. A parità di competenza sarà sempre uno che crede in se stesso a far meglio.
Domani è il gran giorno. Sono con un gruppo che ormai mi “sopporta” da tre anni (come trainer e come coach), ed è arrivato il momento di tenere la terza riunione strategica dell’azienda.

In che cosa consiste questa riunione? Semplice: l’azienda chiude al pubblico. Tutti, ma proprio tutti, proprietà, segretarie, magazziniere, addetto alle consegne, venditori, addirittura un paio di consulenti freelance… tutti insieme si lavora sul futuro.
Hai capito bene: nessuna analisi dei dati, nessun bilancio. Si pensa al futuro, si progetta il futuro. “cosa faremo?”: è questa la domanda guida. Tutti i partecipanti vengono ripartiti in gruppi, e vengono “rimescolati” esercizio dopo esercizio. L’obiettivo è che tutti lavorino con tutti, e che tutti lavorino su tutto.
La Fiducia è stata definita da Stephen Covey “la più alta forma di motivazione umana”. Personalmente la definisco anche uno dei più bei regali che possiamo fare come ricevere; un segno di rispetto, di devozione, di stima; quasi un atto d’amore.

Forse è per questo che è sempre più difficile ritrovarla. Tre eventi mi hanno colpito in proposito in questi ultimi giorni. Forse è per questa rapida “successione” che ho sentito il bisogno di scriverne.
Sabato ero a Como per una sessione di coaching, al seguito della quale ho trascorso con una persona diversi minuti al telefono. Per tre o quattro volte, durante la conversazione, mi ha detto “ma perché lo fai? Perché mi ascolti?”. Così ieri sera, dopo la fine di un corso che ho tenuto a Milano, quando mi sono fermato per un’oretta a parlare con una persona che voleva il mio parere… sai com’è, si parlava di come liberare il suo talento, vuoi che non mi faccia trovare pronto?!